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Il Soft-air è una disciplina sportiva in grado di simulare in modo realistico azioni di guerra senza però esporre ad alcun pericolo il giocatore.
Chiunque può praticarlo, anche senza un particolare allenamento fisico. Anche se può sembrare strano risulta particolarmente adatto anche al gentil sesso: nei vari Club non mancano belle e determinate ragazze! Bisogna però precisare che il giocatore di Soft-air non è un violento o un amante della guerra in generale: è una persona come tante, uno come te, uno studente, un professionista, un lavoratore che ha voglia di vivere per qualche ora in mezzo alla natura insieme agli altri facendo nuove conoscenze.


 

TORNEO A PREDAPPIO - 1° CLASSIFICATI

Questo sport viene praticato in luoghi boschivi, urbani o collinari. Il Soft-air si articola in vari obiettivi che vengono, di solito, prefissati prima di ogni partita. Solitamente, infatti, a seconda del numero di giocatori, ci si divide in gruppi ed all’inizio di ogni partita si decide se conquistare la bandiera avversaria o altro.

 

FORTE CORBIN - CONQUISTA DELLA CIMA DEL FORTE

Anche se questo gioco non prevede particolari pericoli è richiesto al singolo giocatore un paio di occhiali per proteggersi gli occhi e un abbigliamento adatto a proteggere le parti vulnerabili del corpo... naturalmente il più possibile in armonia con il concetto di mimetizzazione in mezzo alla natura che ci circonda.

 

ORIGINI DEL SOFTAIR

Verso la fine degli anni ’70 in America un boscaiolo “sparò”, per gioco, ai suoi amici della vernice rossa con lo strumento usato per marcare gli alberi da abbattere. A seguito di questa vicenda prese piede e si diffuse un po’ ovunque (con enorme successo) il paintball. Nasce una nuova disciplina. Un nuovo gioco dove i partecipanti iniziano una serie di “combattimenti” con armi che sparano pallini di vernice vestiti in tute mimetiche.
Anche in Giappone arrivano, ben presto, (intorno alla metà degli anni ’80), notizie di questo nuovo gioco, ma non essendo possibile praticarlo per le leggi molto severe, i giapponesi si impegnano a realizzare le “Air Soft Gun”: repliche perfette delle vere armi anche nel peso, ma diverse perché anziché utilizzare proiettili in piombo propulsi da esplosivi chimici sparano pallini di plastica calibro 6 propulsi da aria compressa.
In Italia si sviluppa questa pratica sportiva solo alla fine degli anni ’80, con grande adesione ed entusiasmo da parte di molti, ma le A.S.G. (Air Soft Gun) utilizzate ai giorni nostri fanno parte di una generazione molto più evoluta rispetto al passato: praticamente tutti i soft-gunners utilizzano A.S.G. automatiche azionate da motori elettrici.